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La contrattazione di anticipo nella riforma delle direttive europee su appalti e concessioni

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Gruppo Coin, Accordo Quadro e intese al Ministero del Lavoro: Cigs, ricollocazioni, tutela del reddito e uscite volontarie per i 249 lavoratrici e lavoratori coinvolti dalla riorganizzazione

Gruppo Coin, Accordo Quadro e intese al Ministero del Lavoro: Cigs, ricollocazioni, tutela del reddito e uscite volontarie per i 249 lavoratrici e lavoratori coinvolti dalla riorganizzazione

Roma, 10 aprile 2026 – Sulla vertenza del Gruppo Coin definito un primo importante perimetro di tutela con la sottoscrizione dell’Accordo Quadro nazionale di gestione della crisi e con la chiusura positiva al Ministero del Lavoro delle intese sui verbali di accesso alla Cigs per cessazione di attività e per crisi aziendale, strumenti finalizzati a garantire la massima salvaguardia occupazionale e reddituale nelle unità produttive coinvolte dalla riorganizzazione del gruppo. L’Accordo Quadro, sottoscritto tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e la direzione aziendale, accompagna il ricorso agli ammortizzatori sociali definendo un sistema di tutele aggiuntive orientato a ridurre l’impatto sociale della crisi e a favorire ogni possibile soluzione non traumatica. Le intese perfezionate in sede ministeriale rendono operativo questo percorso per 249 lavoratrici e lavoratori: 66 addetti del punto vendita di Roma Cola di Rienzo, chiuso il 4 aprile a seguito dello sfratto dei locali, accederanno alla Cigs per cessazione di attività dal 13 aprile al 31 dicembre 2026, mentre altri 183 dipendenti dei negozi di Mestre, Roma San Giovanni e Roma Cinecittà saranno interessati dalla Cigs per crisi aziendale dal 13 aprile 2026 al 12 aprile 2027. L’Accordo Quadro prevede anche il ricorso al contratto di solidarietà, già attivato per il punto vendita di Firenze, rafforzando ulteriormente gli strumenti di gestione conservativa dell’occupazione. Al centro dell’accordo quadro e del percorso condiviso con le istituzioni la priorità di massimizzare ogni possibilità di ricollocazione interna e territoriale, attraverso la messa a disposizione mensile di tutte le posizioni aperte sull’intera rete Coin, percorsi di riqualificazione professionale, il coinvolgimento delle Regioni nelle politiche attive e il ricorso alla formazione finanziata anche tramite i fondi interprofessionali. Per il personale di Cola di Rienzo è stato inoltre definito un diritto di precedenza di tre anni in caso di nuova apertura nel territorio di Roma, con riassunzione senza periodo di prova e alle medesime mansioni. L’accordo quadro prevede anche uno specifico capitolo dedicato alle uscite volontarie e non traumatiche, con l’attivazione, durante il periodo di Cigs, di procedure di licenziamento collettivo, esclusivamente con il criterio di non opposizione, per accompagnare alla pensione il personale con almeno 62 anni, sostenuto da incentivi economici aggiuntivi che saranno definiti tra le parti. L’intesa prevede infatti il riconoscimento, oltre all’indennità sostitutiva del preavviso, di uno specifico incentivo all’esodo parametrato alla differenza tra Naspi e retribuzione annua lorda individuale, con l’obiettivo di favorire le adesioni volontarie. Una soluzione pensata per ridurre ulteriormente l’impatto degli esuberi e favorire il riequilibrio occupazionale nei territori maggiormente colpiti dalla crisi. Particolare attenzione è stata riservata anche alla tenuta economica delle lavoratrici e dei lavoratori durante l’utilizzo degli ammortizzatori sociali: per i siti interessati dalla Cigs per crisi aziendale l’azienda anticiperà i trattamenti di integrazione salariale, garantirà la copertura per l’accesso all’assistenza sanitaria integrativa Fondo Est e, nei casi di riduzione oraria, organizzerà i turni in modo da consentire la maturazione integrale di tredicesima, quattordicesima, ferie e Rol. Le parti hanno infine condiviso l’avvio di incontri periodici di monitoraggio nazionali e territoriali per verificare l’andamento della Cigs, le ricollocazioni, i percorsi formativi, l’evoluzione delle partnership commerciali e le eventuali prospettive di riapertura o relocation dei punti vendita interessati. “Con la sottoscrizione dell’accordo quadro e dei verbali ministeriali sulla Cigs si definisce un primo perimetro di tutele indispensabile in una fase di crisi ancora estremamente delicata – dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs –. Abbiamo ottenuto strumenti concreti per difendere il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, favorire la ricollocazione, accompagnare volontariamente alla pensione chi è più vicino al traguardo previdenziale e mantenere aperta una prospettiva occupazionale anche nei territori segnati dalle chiusure. Ma questo passaggio non può esaurire il confronto: resta aperto il nodo della tenuta industriale e commerciale del gruppo, così come quello della salvaguardia complessiva della rete vendita e dei livelli occupazionali. Per questo sarà decisivo il monitoraggio stringente degli impegni assunti dall’azienda e il pieno coinvolgimento delle istituzioni nazionali e regionali, affinché il confronto prosegua con continuità al Mimit e al Ministero del Lavoro per costruire soluzioni strutturali che impediscano un progressivo ridimensionamento del marchio e offrano una prospettiva occupazionale concreta a tutte le persone coinvolte dalla vertenza”.

Farmacie Private, il 13 aprile Roma si mobilita per il Contratto: giornata di sciopero e manifestazione nazionale per salario, professionalità e diritti Oltre 76mila farmaciste, farmacisti e collaboratori in attesa del rinnovo da agosto 2024

Farmacie Private, il 13 aprile Roma si mobilita per il Contratto: giornata di sciopero e manifestazione nazionale per salario, professionalità e diritti Oltre 76mila farmaciste, farmacisti e collaboratori in attesa del rinnovo da agosto 2024

Roma, 9 aprile 2026 – Nuova giornata di sciopero nazionale lunedì 13 aprile per le oltre 76mila lavoratrici e i lavoratori delle farmacie private, tra farmaciste, farmacisti e collaboratori, chiamati a sostenere il percorso di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto il 31 agosto 2024. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs rilanciano la mobilitazione con una manifestazione nazionale a Roma per chiedere a Federfarma risposte concrete su salario, professionalità e qualità del lavoro. Il corteo partirà alle ore 9 da Piazza Vittorio Emanuele II e si concluderà a Piazza San Giovanni in Laterano, in prossimità della sede nazionale dell’associazione datoriale. Alla manifestazione sono attesi circa 1.500 lavoratrici e lavoratori provenienti da tutta Italia. La nuova iniziativa di protesta si inserisce in un percorso avviato nei mesi scorsi con lo sciopero nazionale del 6 novembre 2025, quando le lavoratrici e i lavoratori del settore hanno incrociato le braccia contro lo stallo delle trattative e contro una proposta economica giudicata insufficiente rispetto al necessario recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione. Nonostante la ripresa del confronto nel successivo incontro del 4 febbraio e le ulteriori interlocuzioni con Federfarma, le distanze sul salario, sul pieno riconoscimento delle professionalità e sulla valorizzazione delle responsabilità crescenti non si sono ridotte in modo significativo. Restano centrali, per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, l’adeguamento dei salari al costo della vita e il recupero del potere d’acquisto, insieme al pieno riconoscimento delle professionalità e alla valorizzazione delle responsabilità crescenti. A questo si aggiungono il riconoscimento delle nuove funzioni richieste al personale anche alla luce della riforma della farmacia dei servizi, il miglioramento delle tutele normative su orari, turnazioni, maternità, malattia e formazione, il rafforzamento delle relazioni sindacali e una più moderna organizzazione del lavoro. Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs il rinnovo del contratto nazionale deve dare risposte adeguate alle aspettative di farmaciste, farmacisti e di tutte le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno garantiscono un presidio essenziale di prossimità e salute sui territori. La mobilitazione del 13 aprile vuole riportare al centro del confronto il valore del lavoro nelle farmacie private e la necessità di un rinnovo contrattuale che restituisca dignità salariale, attrattività professionale e prospettive al settore.

Salute, Sanità e Cura Confcommercio: la Fisascat Cisl proclama lo stato di agitazione, il 10 aprile procedura di raffreddamento al Ministero del Lavoro

Salute, Sanità e Cura Confcommercio: la Fisascat Cisl proclama lo stato di agitazione, il 10 aprile procedura di raffreddamento al Ministero del Lavoro

Oltre 4.100 gli addetti coinvolti dallo stallo dei negoziati sul rinnovo del Contratto nazionale scaduto nel 2024

Ikea Italia, rinnovato il Contratto Integrativo Aziendale applicato agli oltre 7.600 dipendenti della multinazionale svedese del mobile

Ikea Italia, rinnovato il Contratto Integrativo Aziendale applicato agli oltre 7.600 dipendenti della multinazionale svedese del mobile

Roma, 2 aprile 2026 – C’è intesa sul rinnovo del contratto integrativo aziendale da applicarsi agli oltre 7.600 dipendenti di Ikea Italia. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoscritto con la direzione della multinazionale svedese del mobile l’ipotesi di accordo, ora sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Il nuovo Cia avrà vigenza triennale, a far data dalla data di ratifica dell’intesa. Il risultato è stato raggiunto al termine di un lungo e complesso percorso negoziale durato anni e caratterizzato da una forte mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, che hanno sostenuto la vertenza attraverso numerose giornate di sciopero e iniziative di lotta. La determinazione delle persone impiegate nei punti vendita e nelle diverse realtà aziendali ha rappresentato un elemento decisivo per il raggiungimento dell’intesa. L’accordo rafforza il sistema delle relazioni sindacali e introduce importanti avanzamenti sul piano normativo, economico e organizzativo, valorizzando il ruolo della contrattazione collettiva quale strumento fondamentale di tutela e partecipazione. Sul tema degli inquadramenti professionali viene prevista la riduzione del percorso di acquisizione delle professionalità specialistiche inquadrate al III livello, accompagnata da un percorso formativo strutturato e monitorato. Si è avviato un percorso di eliminazione progressiva della deroga inerente al passaggio dal 4° livello al 3° con un percorso di formazione di 12 mesi con verifica dell’obiettivo da raggiungere e con un’indennità di 500 euro. Tale percorso cesserà dopo 3 anni dalla firma del Cia e troverà la sua applicazione quanto previsto poi dal Ccnl Dmo. Sempre in termini di classificazione, 6 mesi prima della scadenza dei 3 anni si insedierà una commissione per analizzare e definire i ruoli e compiti sia degli specialisti nonché della classificazione tutta. In considerazione della centralità della materia, è stata inoltre definita la possibilità di incontri specifici di approfondimento sulle mansioni a contenuto specialistico presenti in azienda, alla luce dell’evoluzione organizzativa e professionale. Nella medesima prospettiva di valorizzazione delle competenze e di garanzia delle professionalità, le questioni relative alle mansioni promiscue e all’intercambiabilità dei ruoli saranno subordinate a un confronto finalizzato alla realizzazione di intese tra Direzioni di negozio e Rsu/Rsa. Il rinnovo contrattuale estende il perimetro di applicazione del Cia anche ai nuovi format aziendali futuri, garantendo la possibilità di indire assemblee sindacali anche nei punti vendita con meno di 15 dipendenti e prevedendo l’utilizzo di strumenti digitali per assicurare una piena comunicazione sindacale con tutte le lavoratrici e i lavoratori, inclusi quelli impiegati nei nuovi modelli organizzativi. Viene inoltre migliorata la definizione dei livelli di relazioni sindacali, con un rafforzamento particolare del livello territoriale e l’introduzione di un ulteriore ambito stabile di confronto territoriale e di piazza, volto a consolidare il dialogo continuo tra organizzazioni sindacali e azienda. In materia di tutela della salute, l’accordo riconosce un trattamento di miglior favore rispetto a quanto previsto dal Ccnl, introducendo il riconoscimento dell’indennità di malattia anche sul terzo e quarto evento. Parallelamente viene modificato il premio di risultato attraverso un nuovo modello finalizzato a garantire importi complessivamente più elevati rispetto al sistema vigente, con la possibilità di conversione volontaria e la relativa detassazione. Sul versante del welfare aziendale, a tutte le lavoratrici e i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato, compreso l’apprendistato, sarà messo a disposizione su un Conto Welfare Individuale, da fruire in beni e servizi, un importo pari a 150 euro annui, da riparametrare in funzione dell’anzianità aziendale, rafforzando così gli strumenti di sostegno al reddito e alla qualità della vita lavorativa. Particolare attenzione viene dedicata ai temi della genitorialità e dell’inclusione sociale. L’accordo introduce un congedo parentale aggiuntivo di 12 giorni per il padre e di 22 giorni per il genitore non partoriente qualora non benefici di specifici congedi di legge, oltre a un congedo ulteriore di 3 giorni per percorsi di procreazione medicalmente assistita. È inoltre prevista la disponibilità a definire ulteriori strumenti di tutela collegati ai percorsi di transizione di genere. Il rinnovo interviene anche sull’organizzazione del lavoro domenicale e festivo, prevedendo la riduzione dell’anzianità richiesta ai nuovi assunti per accedere alle maggiorazioni, in considerazione del maggiore coinvolgimento nelle giornate di apertura. Viene stabilito l’innalzamento della maggiorazione domenicale al 65%, l’introduzione di una quarta “domenica di picco” con maggiorazione al 75% e l’aumento della maggiorazione festiva all’85% a partire dal terzo evento. L’intesa migliora inoltre il capitolo relativo agli appalti, rafforzando un modello di contrattazione inclusiva orientato alla tutela complessiva delle lavoratrici e dei lavoratori presenti lungo tutta la filiera. Viene infine inserito uno specifico capitolo dedicato al confronto preventivo sull’introduzione di nuove tecnologie e sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di governare i processi di innovazione minimizzandone gli impatti occupazionali e garantendo una transizione equa, partecipata e inclusiva. Le organizzazioni sindacali esprimono soddisfazione per un accordo che rappresenta un risultato importante di partecipazione collettiva e di contrattazione avanzata, capace di rafforzare diritti, salario e qualità del lavoro, valorizzando le professionalità presenti in Ikea Italia e costruendo strumenti concreti per affrontare le trasformazioni future del settore.

Giochi Preziosi, oltre 300 lavoratori a rischio: dichiarato lo stato di agitazione a livello nazionale

Giochi Preziosi, oltre 300 lavoratori a rischio: dichiarato lo stato di agitazione a livello nazionale

Roma, 2 aprile 2026 – Sono più di 300 le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella crisi del Gruppo Giochi Preziosi, che interessa circa 30 punti vendita oltre alla sede centrale, con chiusure già avviate e altre in arrivo. È questo il quadro che emerge dalla crisi dello storico marchio di giocattoli, denunciata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Nel corso dell’ultimo confronto con le organizzazioni sindacali, che segue i precedenti incontri già svolti nell’ambito del percorso di gestione della crisi d’impresa, l’azienda non ha ancora condiviso il piano di ristrutturazione, considerato un passaggio decisivo per definire il futuro industriale e occupazionale dell’intero gruppo, elemento dirimente per Filcams, Fisascat e Uiltucs e indispensabile per un confronto realmente proficuo. Non si tratta di una vicenda che riguarda una singola azienda: siamo di fronte alla crisi di un gruppo che conta al proprio interno almeno 8 società collegate, con effetti già evidenti sulla rete commerciale e sui livelli occupazionali. Si registrano già punti vendita chiusi e ulteriori chiusure sono previste nei prossimi mesi, tra sfratti, criticità locative, mancati rinnovi e trattative ancora aperte. In questo modo la rete si restringe, i lavoratori restano sospesi e il quadro industriale continua a non essere chiaro. “Ci troviamo davanti a una situazione gravissima, nessun piano chiaro e chiusure già in corso – dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – così si riduce, un pezzo alla volta, la rete retail, scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo di una crisi gestita senza trasparenza.” Per questo le tre sigle sindacali hanno chiesto l’apertura urgente di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e hanno dichiarato lo stato di agitazione a livello nazionale. “Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a una crisi che investe un intero gruppo. Serve un confronto concreto e complessivo, perché non è accettabile che un’azienda come Giochi Preziosi, con centinaia di addetti coinvolti, proceda senza un disegno chiaro, mentre posti di lavoro e salari restano sospesi.”

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