Fisascat Cisl, Comitato Esecutivo a confronto su scenario contrattuale, attuazione legge sulla partecipazione e riordino normativa sulle liberalizzazioni degli orari commerciali
Roma, 27 marzo 2026 – Scenario contrattuale nei settori del terziario di mercato, attuazione della legge sulla partecipazione e riordino della normativa sugli orari di apertura degli esercizi commerciali. Sono questi i temi al centro del Comitato Esecutivo della Fisascat Cisl, riunitosi a Roma il 25 marzo presso la Casina Pio IV, nella splendida cornice del Vaticano, dopo l’emozionante partecipazione della federazione cislina all’udienza generale di Papa Leone XIV, in presenza della segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola. Al centro dei lavori il quadro dei rinnovi contrattuali che, dopo la stagione 2024-2025, nei prossimi due anni interesserà una platea molto ampia di lavoratrici e lavoratori del macrosettore terziario, distribuzione e servizi e del turismo. In particolare, sono circa 266mila i lavoratori coinvolti dai contratti nazionali in scadenza nel 2026 e quasi 5 milioni quelli interessati dalle scadenze del 2027. «Il confronto interno alla Federazione – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice – vuole essere una riflessione sulle trattative già in essere e sui contenuti che la Fisascat proporrà nel confronto con le altre organizzazioni sindacali per arrivare alla definizione delle piattaforme e avviare i negoziati per il rinnovo dei tanti contratti collettivi nazionali di lavoro di cui ci occupiamo». Tra i contratti in scadenza nel 2026, quello della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, applicato a oltre 100mila addetti, con le trattative già avviate nelle scorse settimane, e il contratto nazionale dell’acconciatura ed estetica, che interessa più di 140mila lavoratrici e lavoratori. A questi si aggiungono i circa 20mila dipendenti delle imprese sportive e gli oltre mille addetti delle imprese di import-export fiori recisi. Nel 2027 si concentrerà invece una quota rilevante dei rinnovi: a marzo scadranno i contratti nazionali del terziario, distribuzione e servizi, della distribuzione moderna organizzata e della distribuzione cooperativa, applicati complessivamente a circa 3 milioni di addetti, la più vasta platea del settore privato in Italia; alla fine dello stesso anno scadranno inoltre i contratti del turismo, dei pubblici esercizi e della ristorazione, del comparto termale, degli studi professionali, delle aziende ortofrutticole e agrumarie e quello degli agenti immobiliari, per una platea complessiva di circa 2 milioni di lavoratrici e lavoratori. Un passaggio strategico per la Federazione, che ha avviato un primo confronto interno destinato a proseguire nelle prossime settimane anche a livello unitario, avente l’obiettivo di arrivare alla definizione delle piattaforme rivendicative nei termini temporali previsti da ciascun Ccnl. «Dovremo costruire percorsi il più possibile partecipati, attraverso il coinvolgimento sistematico dei delegati, delle delegate e delle strutture», ha aggiunto Dell’Orefice. «Abbiamo già avviato il coordinamento Fisascat sui contratti del terziario distribuzione e servizi, della distribuzione moderna organizzata e della distribuzione cooperativa, con appuntamenti già condivisi con le altre organizzazioni sindacali per gestire le fasi propedeutiche alla costruzione delle piattaforme unitarie». In questo contesto la Fisascat Cisl ha ribadito le proprie priorità strategiche per i rinnovi contrattuali: il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni, la valorizzazione delle professionalità, il rafforzamento della contrattazione di secondo livello e l’estensione delle tutele su salute e sicurezza, organizzazione del lavoro, conciliazione vita-lavoro, welfare contrattuale, bilateralità e previdenza complementare. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla qualità dell’occupazione, alla stabilità dei rapporti di lavoro e al contrasto al lavoro povero e disagiato, anche in coerenza con le opportunità offerte dall’attuazione della legge 15 maggio 2025 n. 76 sulla partecipazione dei lavoratori. Nel corso dell’Esecutivo è stata inoltre richiamata l’attenzione sui contratti nazionali già scaduti e non ancora rinnovati. A partire da quello delle Farmacie Private, scaduto il 31 agosto 2024 e applicato oltre 76mila farmaciste, farmacisti e collaboratori di farmacia, dove la mobilitazione avviata il 6 novembre scorso proseguirà il prossimo 13 aprile con una nuova giornata di sciopero indetta dalle organizzazioni sindacali contro l’indisponibilità di Federfarma a riconoscere un incremento salariale adeguato alle professionalità del settore. Lo stallo dei negoziati coinvolge anche gli oltre 6mila dipendenti delle farmacie speciali, con il contratto scaduto il 31 dicembre 2024. Scenario articolato anche nel terzo settore socio-sanitario, assistenziale ed educativo: sono state presentate le piattaforme unitarie per il rinnovo dei contratti delle Cooperative Sociali e di Uneba, scaduti il 31 dicembre 2025 e applicati rispettivamente a oltre 420mila e 126mila addetti. Permane invece lo stallo per il rinnovo del contratto Salute Sanità e Cura Confcommercio, scaduto nel 2024, mentre si allungano ulteriormente le distanze per il rinnovo del Ccnl Anaste, fermo al 2009, una vertenza che si protrae da anni e sulla quale pesa il rischio della diffusione di contratti pirata promossi dalla stessa associazione datoriale. In questo ambito le organizzazioni sindacali si apprestano a presentare una nuova piattaforma rivendicativa unitaria. Ampio spazio è stato dedicato alla legge 15 maggio 2025 n. 76 sulla partecipazione dei lavoratori, con il contributo del professor Emmanuele Massagli, presidente della Commissione nazionale permanente del Cnel prevista dalla normativa. Tra gli esempi illustrati da Massagli, anche l’accordo di secondo livello siglato dalla Fisascat Cisl Romagna con Forlì Ambiente; l’intesa ha incassato il “bollino CNEL”, attestazione di buona pratica di partecipazione dei lavoratori, esperienza virtuosa di coinvolgimento dei dipendenti nella gestione, nel capitale, nei risultati e nell’organizzazione aziendale. Nel suo intervento, Massagli ha inoltre fornito indicazioni operative per favorire l’attuazione della partecipazione nella contrattazione, in particolare nelle piccole e medie imprese, realtà diffuse nei settori altamente frammentati del terziario di mercato, anche attraverso la bilateralità settoriale. Infine, il Comitato Esecutivo ha affrontato il tema del lavoro domenicale e festivo, alla luce della recente richiesta unitaria trasmessa al presidente della 10ª Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, On. Gusmeroli, di calendarizzare le proposte di legge presentate per la riforma della normativa sulle aperture commerciali nei giorni festivi, con l’obiettivo di una regolazione più equilibrata degli orari nel commercio e nella grande distribuzione organizzata. «Anche sulla riforma della normativa sulle liberalizzazioni la richiesta unitaria è rimasta, ad oggi, senza risposta – ha concluso Dell’Orefice –. È la dimostrazione che troppo spesso la politica, quando si occupa dei nostri settori, non riesce ad andare oltre gli annunci. Per questo dobbiamo continuare a riportare al centro il tema della sostenibilità delle condizioni di vita e di lavoro, in particolare nel retail, rispetto alle aperture domenicali e festive». «La Fisascat Cisl - ha concluso il sindacalista - ribadisce la necessità di intervenire per garantire una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, contrastare la liberalizzazione selvaggia e restituire centralità alla contrattazione collettiva». L’Esecutivo ha infine rimarcato l’impegno della Fisascat Cisl a sostenere la prossima stagione dei rinnovi contrattuali che metta al centro la dignità del lavoro, la qualità dell’occupazione e la partecipazione, rafforzando il ruolo della contrattazione collettiva come strumento fondamentale di coesione sociale e sviluppo.






