Primo Maggio 2026. A Marghera la manifestazione nazionale Cgil Cisl Uil “Lavoro Dignitoso”, in migliaia in piazza in tutta Italia
Roma, 4 maggio 2026 - In migliaia in piazza in tutta Italia per celebrare la Festa dei Lavoratori il Primo Maggio 2026. A Marghera, nel comune di Venezia, circa 7mila persone hanno preso parte alla manifestazione nazionale unitaria di Cgil, Cisl e Uil, nel segno del tema “Lavoro dignitoso – Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”. Da uno dei principali poli industriali del Paese è arrivato un messaggio netto: contrastare precarietà, lavoro povero e dumping contrattuale, rilanciando un modello di sviluppo fondato su occupazione stabile, diritti e qualità del lavoro. Una mobilitazione che, da nord a sud, ha rimesso al centro il valore del lavoro come leva di coesione sociale e crescita. Sul palco di Marghera è intervenuta la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, che ha richiamato con forza il significato profondo della giornata: «Il lavoro non è merce. È dignità». Un passaggio che si lega al richiamo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, citato nel suo intervento, secondo cui «il lavoro è fondamento della Repubblica e presidio essenziale di democrazia e coesione sociale». La leader cislina ha toccato i principali nodi della fase economica e sociale, a partire dalla necessità di contrastare le disuguaglianze che colpiscono soprattutto giovani e donne: «Non vogliamo un lavoro che schiaccia e spegne le speranze. – ha rimarcato - Vogliamo un lavoro che riconosce, valorizza, libera». Un lavoro che sia stabile, ben retribuito e capace di sostenere crescita e consumi. Ampio spazio è stato dedicato alla trasformazione tecnologica e all’impatto dell’intelligenza artificiale, tema centrale di questo Primo Maggio. «L’intelligenza artificiale non è né amica né nemica del lavoro», ha sottolineato Fumarola, evidenziando come possa rappresentare un’opportunità o un rischio a seconda di come viene governata. «Non accetteremo mai un destino scritto senza le persone. Vogliamo una tecnologia che serve la persona e non il contrario» ha ribadito la sindacalista. Un passaggio che si intreccia con la richiesta di rafforzare la contrattazione collettiva e il ruolo delle parti sociali, anche per contrastare i contratti pirata e affermare un sistema di regole basato sulla rappresentanza. La sindacalista, richiamando l’auspicio espresso da un sottosegretario del Governo Meloni di superare il “monopolio” contrattuale di Cgil, Cisl e Uil, ha evidenziato come una simile impostazione non contribuisca ad affermare il pluralismo sindacale, ma legittimerebbe invece i contratti in dumping, con effetti negativi per le lavoratrici e i lavoratori. «Non è pluralismo, è sfruttamento», ha ammonito Fumarola, indicando la necessità di fissare una soglia contrattuale di dignità salariale e di dare piena attuazione all’articolo 36 della Costituzione. Forte anche il richiamo alla sicurezza sul lavoro, definita «il primo diritto», e alla necessità di più prevenzione, controlli e investimenti, così come l’urgenza di rinnovare i contratti nazionali scaduti, aumentare salari e pensioni e rafforzare il welfare, dalla sanità pubblica ai servizi sociali. La segretaria generale della Cisl ha espresso una prima valutazione sul Decreto Primo Maggio varato dal Governo, in attesa di leggere il provvedimento nella sua versione definitiva. Fumarola ha evidenziato il rafforzamento degli incentivi per l’occupazione di giovani, donne e lavoratori nelle aree Zes e, soprattutto, il principio che collega queste misure all’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Un passaggio che, per la Cisl, consente di fissare un riferimento concreto di dignità salariale e di contrastare i contratti in dumping. Positivo anche il giudizio sugli interventi per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e sulle norme che rafforzano le tutele per i riders. Per la leader Cisl si tratta di segnali importanti che devono ora essere inseriti in una strategia più ampia e condivisa. «Serve un accordo della responsabilità - ha concluso Fumarola - in cui Governo, sindacato e imprese operino insieme su riforme e investimenti che rilancino salari, produttività, formazione, innovazione e sicurezza nei luoghi di lavoro».





















